Leonardo a Milano

Sulle tracce dell’artista in città, ma anche degli aneddoti e leggende misteriose legate al Genio

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Leonardo arrivò a Milano nel 1482, all’ età di circa 30 anni,  in cerca di fama e fortuna. Aveva con sè un dono al Moro: uno strumento musicale che all’epoca  nessuno sapeva suonare, una lira. Aveva scelto Milano per la sua ricchezza e grandezza, dal momento che era una delle poche città in Europa a superare i centomila abitanti, e ne rimase da subito affascinato. Aveva pensato che vi avrebbe progettato armi e macchine da guerra per gli Sforza, ma le opere che qui produsse furono tutt’altro.

Di Leonardo a Milano possiamo ammirare molto: straordinari capolavori  come l’Ultima Cena dipinta nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, il Codice Atlantico all’Ambrosiana, la Sala delle Asse al Castello Sforzesco costituiscono inestimabile prova della maestria e bravura dell’artista. Ma siete davvero sicuri di conoscere tutto di Leonardo e della sua permanenza a Milano?

Non tutti per esempio sono al corrente che l’enorme cavallo in bronzo, ora di fronte all’Ippodromo, fu un lavoro che il maestro non riuscì a portare a termine e che, distrutto da soldati Francesi al loro arrivo in città,  finì con l’essere costruito solo mezzo millennio più tardi da un filantropo americano.

Leonardo è celebre per i  disegni legati al mondo naturale e per i numerosi progetti che per lo più però non verranno mai  realizzati, come quelli del tiburio del Duomo o del sistema di chiuse dei Navigli.

In occasione dei Cinquecento anni dalla morte dell’artista, un itinerario tra le vie del centro di Milano per scoprire tutta la produzione artistica, ingegneristica e culturale di Leonardo da Vinci legata alla sua permanenza a Milano, ma anche alla ricerca delle numerose stranezze, leggende e dicerie, presunte o vere, di questo Genio.

L’immaginario comune e un certo tipo di letteratura hanno fortemente alimentato un alone di mistero sulla figura di Leonardo da Vinci. Le opere del maestro conterrebbero messaggi occulti e sinistri ed i bozzetti futuristi delle sue invenzioni lo renderebbero anticipatore di secoli. Se da una parte c’è chi sostiene che Leonardo abbia dedicato se stesso alla scienza e alla sperimentazione per una sua naturale inclinazione alla conoscenza, dall’altra parte c’è chi, invece, vede proprio in questo il ritratto di un alchimista, di un uomo custode di segreti.

Leonardo era uno sperimentatore e  il più famoso “esperimento”  venne messo in opera quando da Ludovico il Moro ricevette l’incarico di dipingere nel refettorio di Santa Maria delle Grazie l’affresco dell’Ultima cena. A Leonardo non piaceva la tecnica dell’affresco, che prevedeva di lavorare velocemente sull’intonaco “a fresco”. Per questo pensò di utilizzare invece la tecnica che normalmente si utilizzava per le tavole lignee, che gli permettesse di procedere con un lavoro saltuario e non continuativo, portando avanti in contemporanea i suoi altri studi e lavori. Troppo tardi però si rese conto che non aveva tenuto conto delle conseguenze di questo suo nuovo  modus operandi: l’affresco si stava deteriorando molto rapidamente quando ancora Leonardo era in vita.

Leonardo usava una strana scrittura speculare, che andava da destra a sinistra, e che spesso iniziava dall’ultimo foglio per poi giungere al primo. Questa peculiarità è stata spesso interpretata come un tentativo dell’artista di tenere segreti e incomprensibili ai non iniziati al suo codice i suoi studi. Chi lo ha considerato per questo un eretico è arrivato addirittura a definirlo scrittore del diavolo. In realtà, si trattava del suo modo naturale di scrivere per ovviare al problema di essere mancino, se non corretto da bambino, ipotesi confermata da numerosi neurologi. Egli sapeva scrivere “normalmente”, ma con difficoltà, per questo motivo faceva spesso scrivere ad altri le sue missive e le sue lettere di presentazione.

Leonardo aveva un fortissimo amore per gli animali, proprio per questo è noto fosse vegetariano. Si diceva andasse nei mercati a liberare dalle gabbie gli uccelli pronti per essere venduti. Di lui scrisse  il toscano Andrea Corsali, dicendo che il Genio “non si ciba di cosa alcuna che tenga sangue”. A lui è tra l’altro è attribuita la frase “Verrà il giorno che sarà giudicato delitto uccidere un animale come ora uccidere un uomo”.

Il suo sguardo era attirato non solo dal bello, ma anche dal deforme, ed era profondamente interessato al grottesco, tanto che molti lo considerano l’iniziatore del genere della caricatura. Amava inoltre raccontare barzellette, anche piuttosto esplicite, ai suoi amici.

 

Questi e molti altri aneddoti in un nuovo tour guidato di Valeria Celsi alla scoperta non sono delle tracce di Leonardo a Milano, ma anche delle numeroso leggende e curiosità legate al grande Genio italiano. Dal Castello Sforzesco alla Chiesa di San Sepolcro, dall’Ambrosiana a Piazza della Scala, un tour guidato inedito tra storia, arte e mistero.

Informazioni pratiche

Costo del tour: 12 euro per adulti, 8 euro per ragazzi under 14 anni, gratuito per bambini under 8.

Pagamento in loco o anticipato via bonifico.

La cifra comprende visita guidata condotta da Valeria, amplificatore voce in caso di gruppi numerosi, tessera fedeltà.

Durata del tour: 2 ore

Ritrovo : Castello Sforzesco e termine in Piazza della Scala. L’incontro con la guida per il check in è fissato sempre 10 minuti prima dell’orario di visita.

Due giorni prima della visita vi verrà inviata una mail di promemoria con ulteriori dettagli per l’incontro.

Visita NON teatralizzata, totalmente in esterno e confermata anche in caso di pioggia o maltempo.

Prenotazione obbligatoria dal contact form, per il regolamento completo consultare qui

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